Tipo di impianto:

· Impianto centralizzato a colonne montanti con vaso di espansione aperto in un vano all’ultimo piano.

· Costruito nel 1974 per il riscaldamento di 96  appartamenti distribuiti su 9 piani in tre fabbricati diversi legati da un'unica centrale termica;

· Convettori incassati a parete per il riscaldamento ambienti;in alcuni alloggi ristrutturati sono presenti corpi scaldanti in acciaio.

· Potenza nominale UNI 6514 dei corpi scaldanti attualmente installati (calcolata secondo UNI 10200 – Appendice A: 522 kW);

· Generatore esistente marca IVAR mod. PR1 con potenza al focolare 772 kW, potenza utile 696 kW, anno 1976;

· Carico termico di progetto calcolato secondo UNI 7357: 469 kW;

· Differenza di temperatura: 10°C;

· Tipo di conduzione: 14 ore giornaliere;

· Portata d’acqua di progetto: 66.392 lt/h;

· Regolazione: centralina climatica con sonda esterna;

· Rendimento globale medio annuale: 64,6 % (vedi diagnosi energetica)

 

 

 

 

Ragioni dell’intervento di ristrutturazione.

Spesa di riscaldamento eccessiva (circa 101.000,00  euro come media degli ultimi anni), oltre a gravi sbilanciamenti di temperatura ambiente.

La diagnosi energetica eseguita secondo la norma UNI EN 832 con il programma Edilclima

EC 700 ha confermato i consumi elevati, causati dai bassi rendimenti, in particolare di regolazione e di produzione.

 

 

 

 

Simulazioni energetiche.

Eseguite alcune simulazioni, è stata scelta la soluzione che prevede i seguenti interventi:

 

  • ambiente con valvole termostatiche a gas in condensazione e contabilizzazione del calore con contatori di calore indiretti certificati, al fine di migliorare drasticamente il rendimento di regolazione, eliminando nel contempo gli sbilanciamenti dovuti all’aggiunta disordinata di corpi scaldanti in vari appartamenti: il rendimento di regolazione varia da 0,83 a 0,95;
  • sostituzione dei generatori di calore a gas metano da 772 kW con due nuovi da 594 kW, a condensazione, allo scopo di migliorare drasticamente il rendimento di produzione del calore, da 0,862 a 0,937;
  • tipo di conduzione previsto: continuo 24 ore, con individuazione automatica della stagione di riscaldamento con termostato esterno di attivazione della centrale;
  • rendimento globale medio annuo: da 63,3% a 83,6%;
  • interventi accessori: sostituzione delle pompe, modifica della regolazione centrale, installazione di un contatore di calore diretto e trasformazione del sistema di espansione con vaso chiuso, adeguamento locale centrale termica, intuba mento della canna fumaria e installazione sistema di trattamento acqua.
  • Secondo le indicazioni della diagnosi simulata la spesa di riscaldamento si riduce da 90.000 euro a 63.000 euro

 

Procedura di progetto dell’intervento.

 

Fra i vari risultati della diagnosi, forniti da EC 700, sono comprese le seguenti tabelle:

Figura 1 Curva di regolazione da impostare sulla centralina climatica per funzionamento intermittente 14 ore.

Figura 2 Curva di regolazione da impostare sulla centralina climatica per il funzionamento continuato.

 

I dati riferiti ai due tipi di funzionamento, 14 e 24 ore al giorno, sono stati calcolati per dimostrare alcune delle conseguenze negative del funzionamento intermittente: temperature di mandata e potenze reali più elevate, che provocano un maggior trascinamento di polvere domestica, a danno dell’igiene ambientale.

E’ interessante notare come una sola curva non sia in grado di fornire una regolazione corretta nel corso di tutta la stagione. Nei diversi mesi gli apporti solari sono infatti variabili e forniscono pertanto un contributo diverso.

Ritornando all’intervento progettato, sulla base dei dati calcolati risulta chiaro che la portata fornita dalla attuale pompa di circolazione è troppo elevata ed incompatibile con una buona regolazione termostatica. Anche le temperature di ritorno sono incompatibili con le esigenze della caldaia a condensazione.

 

Scelta delle pompe.

La scelta delle  pompe a giri variabili è necessaria per tarare esattamente le portate ai dati di progetto.

Quanto ai modelli, la scelta è facile, se si tiene presente che la perdita di carico è quasi tutta concentrata sull’otturatore delle valvole termostatiche e sulla serpentina delle batterie di scambio dei convettori.

Nel caso,sono state scelte tre pompe gemellari tipo Wilo mod. Stratos D 50-1/12 avente le caratteristiche illustrate nei grafici sopra riportati.

Si noti la caratteristica particolarmente adatta per l’uso con valvole termostatiche.

La pendenza della curva ha lo scopo di tenere il più costante possibile la  prevalenza fra monte e valle dell’otturatore, tenendo conto della variazione delle perdite di carico nella rete al variare della portata.

I motori delle pompe di circolazione sono tra le macchine elettriche più affidabili: fanno il loro lavoro per molti anni con manutenzione assai ridotta e si adattano a prestazioni diverse a seconda delle esigenze.

Nonostante ciò,non ci si preoccupa in genere di quanto consumano, ma solo del prezzo d’acquisto.

Però se si considera che il costo di un motore nella propria vita è mediamente dovuto per il 98,4% al consumo di energia elettrica e solo per l’1,6% alle spese per acquisto e manutenzione o, in altri termini, che il costo di un motore è paragonabile a quanto il motore stesso consuma in tre mesi di lavoro, si può ben vedere come sia conveniente prendere in considerazione apparecchi ad alta efficienza.

 

Contabilizzazione  e ripartizione delle spese

La ripartizione delle spese di riscaldamento è un’operazione amministrativa attraverso la quale i costi sostenuti dal condominio sono suddivisi secondo un criterio approvato dall’assemblea dei condomini. Fino a qualche tempo fa, l’impossibilità di rilevare i consumi di calore d’ogni utente obbligava ad una ripartizione delle spese basata sui millesimi di proprietà e non sui consumi reali.

Questo criterio di suddivisione, oltre a non essere equo, non incentiva l’uso oculato dell’energia poiché il comportamento attento agli sprechi non è premiato dalla riduzione dei costi.

Negli ultimi anni l’esigenza di contenere le spese di riscaldamento, la volontà degli utenti di gestire in modo autonomo il proprio comfort ambientale e la sensibilizzazione verso tecnologie che consentano di ridurre gli sprechi di combustibile e le emissioni inquinanti, hanno trovato realizzazione nei sistemi di contabilizzazione del calore.

Gli impianti con questo tipo d’apparecchiature uniscono i vantaggi del riscaldamento centralizzato (rischio minore, rendimento della caldaia più alto, costi di manutenzione più bassi) con l’indipendenza di funzionamento di un sistema autonomo. I contatori di calore consentono la ripartizione a consumo

I sistemi di contabilizzazione sono applicabili senza onerosi lavori di ristrutturazione, sia in impianti di riscaldamento a colonne montanti (tipici delle costruzioni più datate), sia in quelli più recenti a distribuzione orizzontale.

 

Aspetti generali della contabilizzazione del calore

I consumi d’energia per usi civili rappresentano la voce più rilevante degli impieghi energetici nazionali, di cui costituiscono circa un terzo del valore complessivo.

Negli ultimi dieci anni, nonostante il clamore delle crisi energetiche degli anni 70, le campagne di sensibilizzazione mirate al risparmio energetico e alla tutela dell’ambiente, si è registrato un aumento del 10% dei consumi di combustibile per riscaldamento.

All’esigenza di contenimento dei consumi energetici non è seguito un riscontro convincente nell’atteggiamento degli utenti. La causa principale è nel criterio di ripartizione a millesimi usato fino a qualche tempo fa. Tale criterio, oltre ad essere iniquo per le persone che per tante ore vivono fuori casa e pagano il consumo di calore senza beneficiarne, non ha incentivato l’uso parsimonioso dell’energia perché non ha premiato con una riduzione dei costi, coloro che utilizzavano il riscaldamento in modo oculato.

I sistemi di contabilizzazione energetica, viceversa, consentendo la ripartizione a consumo, suscitano nell’utente la “cultura del risparmio”; incentivandolo a contenere gli sprechi con una riduzione dei costi individuali.

Le soluzioni possono essere applicate a qualsiasi tipo d’edificio: dai tradizionali impianti a colonne montanti (a sinistra nella figura di seguito) alla nuova edilizia a distribuzione orizzontale (a destra). Il fattore che accomuna tutti questi dispositivi è di poter essere installati su impianti già esistenti.

 

 

Negli edifici a colonne montanti come quello in questione non essendo possibile misurare la portata circolante nel radiatore, si impiegano contatori indiretti (ripartitori).

I ripartitori calcolano indirettamente il calore emesso in funzione della temperatura superficiale sprigionata dal corpo scaldante (figura a lato).

Ogni ripartitore, prima di essere installato, è parametrizzato con un apposito kit di servizio per essere adattato alle caratteristiche del corpo scaldante su cui è posizionato. Grazie a ciò, i consumi possono essere letti direttamente sul display del contatore o memorizzati in concentratori all’esterno dell’appartamento (soluzione centralizzata) senza richiedere ulteriori elaborazioni. La parametrizzazione del dispositivo garantisce la trasparenza della fatturazione.

 

 

Scelta del contatore di calore

Il contatore di calore installato in centrale termica marca Siemens mod. UH 50 è necessario, per verificare che:

  • la portata d’acqua sia conforme a quella prevista dal progetto; nel caso differisca, si potrà agire sulla prevalenza della pompa;
  • il rendimento di produzione si mantenga costantemente ai valori previsti dalla simulazione di diagnosi energetica;

La scelta è quasi esclusivamente condizionata dal campo di portata, in quanto le temperature di andata e ritorno sono tali da garantire una notevole precisione nella misura della differenza di temperatura.

All’interno degli alloggi sono stati installati i ripartitori di calore Siemens WHE460S. Installati sui corpi scaldanti rilevano il reale calore emesso dai termosifoni e inviano la lettura alle antenne ai piani WTT e all'antenna   Gateway WTX che raccoglie tutti i dati.

 

Considerazioni sulle scelte effettuate

Le tubazioni principali, in centrale termica, dell’impianto in oggetto, hanno un diametro di 3”.

Si possono immaginare le obiezioni dell’installatore, alla richiesta di inserire in tale circuito una pompa ed un contatore  di calore entrambi da 2”.

La sua tesi era infatti che su una tubazione da 3” si dovessero montare componenti dello stesso diametro.

Si tratta di un errore che viene commesso troppo spesso, in particolare quando le differenze non sono eclatanti come nel caso in oggetto.

Va quindi ribadito che i componenti vanno dimensionati per le portate e le perdite di pressione compatibili con la loro funzione, indipendentemente dalla dimensione della tubazione su cui devono essere montati.

Va però certamente rilevato che certi criteri di dimensionamento spesso utilizzati hanno determinato inutili sprechi.

Perché utilizzare tubazioni da 3” quando bastavano tubazioni da 2”?

Risultati

L’impianto di cui all’esempio è in funzione dall’inizio della stagione 2012/2013 con grande soddisfazione degli utenti, che possono godere in ogni locale delle temperature desiderate, anche superiori ai 20 °C (e ciò grazie alla temperatura di mandata più elevata del necessario) nel corso di tutte le 24 ore della giornata.

Il consumo di combustibile potrebbe passare da a 101.000Nm3/a di gas a 77.000Nm3/a di gas metano.

Considerando un costo del gas metano, escluso le accise presenti nelle varie bollette, di circa 0,88 €/Nm3 il risparmio potrebbe ammontare a circa 21.120,00 €/anno.

Considerando la detrazione fiscale prevista dalla FINANZIARIA 2012 rimarrebbe a carico del contribuente solamente il 45% dell’importo totale dei lavori.

Sono da considerare inoltre i seguenti ulteriori vantaggi:

-          migliore benessere ed igiene ambientale per il minor trascinamento della polvere e per la temperatura di mandata più bassa

-          autonomia gestionale e possibilità di regolazione indipendente di ogni singolo locale

-          rispondenza della centrale termica alla normativa vigente

 

Il costo totale dell’intervento ammonta a circa 262.814,00 € + IVA  ed è stato eseguito da HERA ENERGIE con un contratto “ Servizio Energia Plus” (DL 115 del 30 Maggio 2008).

Considerando la detrazione fiscale prevista dalla FINANZIARIA 2012 del 55% dell’importo sostenuto rimarrebbe a carico del contribuente un importo pari a 118.267,00 € che con un risparmio di gas metano di 21.120,00 €/anno si recupera in circa 6,0 anni.

NOTA BENE:

Abbiamo installato due caldaie VIESSMANN VITOCROSSAL 300 con potenza nominale 80/60 °C pari a 594 kW complessivi, più adeguata alle reali dispersioni termiche  del condominio.

Marzo 2017 Impianto Fotovoltaico

Da Marzo 2017 Lo studio Tecnico Sabattini, da un proprio progetto, ha avviato il suo impianto fotovoltaico. Con questo traguardo vogliamo dimostrare che abbattendo i consumi e l'emissioni di CO2 si possono anche abbattere le spese.

Settembre 2016 Nuova Sede

Lo Studio Tecnico Sabattini da Settembre 2016 si è trasferito in una nuova sede, con spazi più grandi e adatti al tipo di attività, col risultato di migliorare l'ambiente di lavoro ed offrire un servizio superiore e sempre più veloce.

  • 01-entrata640.jpg
  • 02-attesa640.jpg
  • 03-archivio640.jpg
  • 04-open2640.jpg
  • 05-ufficio640.jpg
  • 06-scrivania640.jpg