Tipo di impianto:

· Impianto centralizzato a colonne montanti con vaso di espansione aperto nel sottotetto, costruito nel 1954 per il riscaldamento di 67 appartamenti distribuiti su 7 piani;

· Corpi scaldanti in ghisa a colonnine;

· Potenza nominale UNI 6514 dei corpi scaldanti attualmente installati (calcolata secondo UNI 10200 – Appendice A: 175 kW);

· Due generatori esistenti marca Thermital mod. THE NG 200  con potenza al focolare complessiva  526 kW, potenza utile 482 kW, anno 1997;

· Carico termico di progetto calcolato secondo UNI 7357: 370 kW;

· Differenza di temperatura: 10°C;

· Tipo di conduzione: 14 ore giornaliere;

· Portata d’acqua di progetto: 26700 lt/h;

· Regolazione: centralina climatica con sonda esterna;

· Rendimento globale medio annuale: 64,2 % (vedi diagnosi energetica)

 

 

 

 

 

 

Ragioni dell’intervento di ristrutturazione.

Spesa di riscaldamento eccessiva (circa 105.000 euro come media degli ultimi anni), oltre a gravi sbilanciamenti di temperatura ambiente.

Il tetto dell’edificio è piano e viene utilizzato come stenditoio a cielo aperto. La superficie è costituita da Marmittoni in cemento che con il tempo hanno subito un degradamento a causa delle intemperie e delle condizioni atmosferiche.

Inoltre la guaina bituminosa d’impermeabilizzazione in diversi punti ha permesso il trafilamento di infiltrazioni di acqua.

Gli ultimi piani hanno un elevata  dispersioni di calore a causa del tetto che ha una trasmittanza termica molto alta.

La diagnosi energetica eseguita secondo la norma UNI EN 832 con il programma Edilclima

EC 700 ha confermato i consumi elevati, causati dai bassi rendimenti, in particolare di regolazione e di produzione.

 

Simulazioni energetiche.

Eseguite alcune simulazioni, è stata scelta la soluzione che prevede i seguenti interventi:

 

  • Isolamento del tetto piano con 12 cm di polistirene estruso, al fine di ridurre drasticamente la forte dispersione verso l’esterno: di conseguenza, il carico termico totale dell’edificio passa da 370.000 W a 320.000 W;

 

  • Rifacimento totale dell’impermeabilizzazione del tetto piano e nuova posa di marmittoni calpestabili in plastica, per ridurre sensibilmente il peso a carico del coperto.

                                                                     

  • regolazione termostatica di ogni singolo ambiente con valvole termostatiche a gas in condensazione e contabilizzazione del calore con contatori di calore indiretti certificati, al fine di migliorare drasticamente il rendimento di regolazione, eliminando nel contempo gli sbilanciamenti dovuti all’aggiunta disordinata di corpi scaldanti in vari appartamenti: il rendimento di regolazione varia da 0,82 a 0,875;
  • sostituzione del generatore di calore a gasolio da 526 kW con uno a gas da 339 kW, a condensazione, allo scopo di migliorare drasticamente il rendimento di produzione del calore, da 0,874 a 0,927;

tipo di conduzione previsto: continuo 24 ore, con individuazione automatica della stagione di riscaldamento con termostato esterno di attivazione della centrale;

rendimento globale medio annuo: da 65,3% a 89,5%;

  • interventi accessori: sostituzione delle pompe, modifica della regolazione centrale, installazione di un contatore di calore diretto e trasformazione del sistema di espansione con vaso chiuso, adeguamento locale centrale termica, vetrificazione canna fumaria, realizzazione rete esterna gas metano e installazione sistema di trattamento acqua.

Secondo le indicazioni della diagnosi simulata la spesa di riscaldamento si riduce da 105.000 euro a 39.600 euro con l’eliminazione totale di tutti gli inconvenienti lamentati.

  • realizzazione rete esterna gas metano e installazione sistema di trattamento acqua.

Secondo le indicazioni della diagnosi simulata la spesa di riscaldamento si riduce da 105.000 euro a 39.600 euro con l’eliminazione totale di tutti gli inconvenienti lamentati.

 

 Figura 1 - isolamento del solaio su sottotetto calpestabile con XPS

 

Procedura di progetto dell’intervento.

Fra i vari risultati della diagnosi, forniti da EC 700, sono comprese le seguenti tabelle:

Figura 2 Curva di regolazione da impostare sulla centralina climatica per funzionamento con intermittenza 14 ore

 

Figura 3 Curva di regolazione da impostare sulla centralina climatica per il funzionamento continuato.

I dati riferiti ai due tipi di funzionamento, 14 e 24 ore al giorno, sono stati calcolati per dimostrare alcune delle conseguenze negative del funzionamento intermittente: temperature di mandata e potenze reali più elevate, che provocano un maggior trascinamento di polvere domestica, a danno

dell’igiene ambientale.

Ritornando all’intervento progettato, sulla base dei dati calcolati risulta chiaro che la portata fornita dalla attuale pompa di circolazione è troppo elevata ed incompatibile con una

buona regolazione termostatica. Anche le temperature di ritorno sono incompatibili con le esigenze della caldaia a condensazione.

 

Scelta della pompa.

La scelta di una pompa a giri variabili è necessaria per tarare esattamente le portate ai dati di progetto.

Quanto al modello, la scelta è facile, se si tiene presente che la perdita di carico è quasi tutta concentrata sull’otturatore delle valvole termostatiche.

Nel caso, è stata scelta una pompa gemellare tipo Wilo mod. Stratos D 65 1/12 avente le caratteristiche illustrate nel grafico  a fianco.

 

Si noti la caratteristica particolarmente adatta per l’uso con valvole termostatiche.

La pendenza della curva ha lo scopo di tenere il più costante possibile la  prevalenza fra monte e valle dell’otturatore, tenendo conto della variazione delle perdite di carico nella rete al variare della portata.

 

I motori delle pompe di circolazione sono tra le macchine elettriche più affidabili: fanno il loro lavoro per molti anni con manutenzione assai ridotta e si adattano a prestazioni diverse a seconda delle esigenze.

Nonostante ciò,non ci si preoccupa in genere di quanto consumano, ma solo del prezzo d’acquisto.

 


Però se si considera che il costo di un motore nella propria vita è mediamente dovuto per il 98,4% al consumo di energia elettrica e solo per l’1,6% alle spese per acquisto e manutenzione o, in altri termini, che il costo di un motore è paragonabile a quanto il motore stesso consuma in tre mesi di lavoro, si può ben vedere come sia conveniente prendere in considerazione apparecchi ad alta efficienza.

 

 

Scelta del contatore di calore

 

 Il contatore di calore installato in centrale termica marca Siemens mod. UH 50 è necessario, per verificare che:

 

  • la portata d’acqua sia conforme a quella prevista dal progetto; nel caso differisca, si potrà agire sulla prevalenza della pompa;
  • il rendimento di produzione si mantenga costantemente ai valori previsti dalla simulazione di diagnosi energetica;

 

 

 

La scelta è quasi esclusivamente condizionata dal campo di portata, in quanto le temperature di andata e ritorno sono tali da garantire una notevole precisione nella misura della differenza di temperatura.

 

All’interno degli alloggi sono stati installati i ripartitori di calore Siemens WHE460S. Installati sui corpi scaldanti rilevano il reale calore emesso dai termosifoni e inviano la lettura alle antenne ai piani WTT e all'antenna   Gateway WTX che raccoglie tutti i dati.

 

 

 

 

 

Considerazioni sulle scelte effettuate

Le tubazioni principali, in centrale termica, dell’impianto in oggetto, hanno un diametro di 4”.

Si possono immaginare le obiezioni dell’installatore, alla richiesta di inserire in tale circuito una pompa ed un contatore  di calore entrambi da 2” 1/2.

 

La sua tesi era infatti che su una tubazione da 4” si dovessero montare componenti dello stesso diametro.

Si tratta di un errore che viene commesso troppo spesso, in particolare quando le differenze non sono eclatanti come nel caso in oggetto.

Va quindi ribadito che i componenti vanno dimensionati per le portate e le perdite di pressione compatibili con la loro funzione, indipendentemente dalla dimensione della tubazione su cui devono essere montati.

Va però certamente rilevato che certi criteri di dimensionamento spesso utilizzati hanno determinato inutili sprechi.

Perché utilizzare tubazioni da 4” quando bastavano tubazioni da 2”1/2?

 

Risultati

L’impianto di cui all’esempio è in funzione dall’inizio della stagione 2011/2012 con grande soddisfazione degli utenti, che possono godere in ogni locale delle temperature desiderate,

anche superiori ai 20 °C (e ciò grazie alla temperatura di mandata più elevata del necessario) nel corso di tutte le 24 ore della giornata.

Il consumo di combustibile è passato da 75.000 lt/a di gasolio a 45.325 Nm3/a di gas metano.

Considerando un costo del gas metano, escluso le accise presenti nelle varie bollette, di circa 0,88 €/Nm3 ed il costo del gasolio di circa 1,40 €/lt il risparmio ammonta a a circa 65.400,00 €/anno.

Considerando la detrazione fiscale prevista dalla FINANZIARIA 2012 rimarrebbe a carico del contribuente solamente il 60% dell’importo totale dei lavori.

Sono da considerare inoltre i seguenti ulteriori vantaggi:

-          migliore benessere ed igiene ambientale per il minor trascinamento della polvere e per la temperatura di mandata più bassa
-          autonomia gestionale e possibilità di regolazione indipendente di ogni singolo locale
-          rispondenza della centrale termica alla normativa vigente
-          miglioramento della classe energetica
-          aumento della temperatura media superficiale del solaio di sottotetto

 

Il costo totale dell’intervento ammonta a circa 366.800,00 €  riconducibile all’offerta della ditta HERA ENERGIE.

Considerando la detrazione fiscale prevista dalla FINANZIARIA 2011 del 55% dell’importo sostenuto rimane a carico del contribuente un importo pari a 165.060,00 € che con un risparmio di gas metano di 65.400,00 €/anno si recupera in circa 2,7 anni.

 NOTA BENE:

Il fabbisogno di potenza dell’involucro passa da 370 kW a 320 kW.

Abbiamo installato la caldaia VIESSMANN VITOCROSSAL 300 con potenza nominale 80/60 °C pari a 339 kW, più adeguata alle reali necessità del condominio considerando la coibentazione del solaio di sottotetto.

 

Tipo di impianto:

· Impianto centralizzato a colonne montanti con vaso di espansione aperto nel sottotetto, costruito nel 1954 per il riscaldamento di 67 appartamenti distribuiti su 7 piani;


Marzo 2017 Impianto Fotovoltaico

Da Marzo 2017 Lo studio Tecnico Sabattini, da un proprio progetto, ha avviato il suo impianto fotovoltaico. Con questo traguardo vogliamo dimostrare che abbattendo i consumi e l'emissioni di CO2 si possono anche abbattere le spese.

Settembre 2016 Nuova Sede

Lo Studio Tecnico Sabattini da Settembre 2016 si è trasferito in una nuova sede, con spazi più grandi e adatti al tipo di attività, col risultato di migliorare l'ambiente di lavoro ed offrire un servizio superiore e sempre più veloce.

  • 01-entrata640.jpg
  • 02-attesa640.jpg
  • 03-archivio640.jpg
  • 04-open2640.jpg
  • 05-ufficio640.jpg
  • 06-scrivania640.jpg